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Industry 4.0 e PMI
14/06/2016

Industry 4.0 e PMI (1/3)

Una collaborazione fattibile?

L'internet of Things è il presente non il futuro

Quando leggo la definizione ufficiale di Internet of Things:

 

“Evoluzione dell’uso della rete in cui gli oggetti si rendono riconoscibili e acquisiscono intelligenza grazie al fatto di poter comunicare dati su se stessi e accedere ad informazioni aggregate da parte di altri oggetti

 

la prima cosa che mi viene in mente sono le macchine ribelli di Terminator o quelle già vittoriose di Matrix. Scenari fantascientifici che vedono l’uomo   dominato o dominatore, ma sempre ambientati in un lontano e spesso improbabile futuro.

Ed è un peccato, perché IoT non è fantascienza, ma al contrario, qualcosa di già presente tra noi, in crescita e favorito dalle nuove tecnologie, ma assolutamente realizzabile già oggi.

Basta un semplice esempio: da alcuni anni è possibile utilizzare strumenti di navigazioneche, connettendosi con centri di informazione ed analisi dei dati del traffico, determinano il tempo richiesto per compiere un percorso anche sulla base di questi dati, e quindi di suggerire il percorso effettivamente più veloce.
Google Maps, per esempio, lavora proprio così e tutti ormai sanno che può essere utilizzato anche da uno smartphone, configurando un esempio di connessione permanente.

 

Quale difficoltà ci potrebbe essere nel pensare ad un centro più grande e performante in grado di analizzare i dati storici del traffico, per situazione meteo, giorno della settimana, periodo dell’anno, ecc.. e di conseguenza predire quale sarà il traffico nella giornata che ci aspetta e connettersi al nostro smartphone settando la sveglia all’ora giusta?

 

Oggi, con le possibilità offerte dal Cloud, sempre più applicazioni stanno seguendo questa via e sempre più oggetti sono connessi e noi giorno per giorno ci troviamo a sfruttare nuovi aspetti dell’IoT senza quasi accorgercene. L’IoT quindi è fra noi oggi, non uno scenario fantascientifico.

 

Ma perché una azienda dovrebbe affrontare costi non indifferenti per prepararsi all’IoT?

 

Perché l’IoT ha il fine di migliorare i più diversi aspetti della nostra vita, quindi, che si tratti di auto che prenotano da sole un parcheggio vicino alla nostra destinazione, di lavatrici che chiamano da sole l’assistenza se necessario o di smartphone in grado di consigliarci la dieta migliore per il giorno, chi per primo saprà sfruttare e includere nei suoi prodotti l’IoT godrà di un notevole vantaggio competitivo nei confronti dei concorrenti non ancora pronti.

 

 

Luciano Fesani – SIDI Business Consultant