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industry 4.0 per la PMI
06/12/2016

Digital Manufacturing

Con o senza solide fondamenta?

Di recente le aziende italiane sono oggetto di studi sul tema del Digital Manufacturing (DM). Studi ben fatti ma dai risultati decisamente scoraggiante, visto che il risultato finale è che quasi tutte le imprese si sono informate sull’argomento, alcune hanno commissionato analisi e consulenze, ma poi solo una esigua minoranza ha dato seguito a ciò con progetti reali. Il perché di questa situazione decisamente anomala è emerso con la presentazione delle tecnologie abilitanti del DM: Additive Manufacturing (3D Printing), Augmented Reality, Advanced Automation e Industry 4.0 inteso come “infrastruttura che permette ai device produttivi di acquisire una loro identità nel mondo digitale e diventare intelligenti”. Questi fattori produrranno nel tempo il passaggio dalla fase di “Automazione” a quella di “Autonomia” dei sistemi produttivi.

Presentato così, il DM non può che apparire come un sogno lontano e pressochè irraggiungibile per la maggior parte delle aziende italiane. Solo quelle pochissime che hanno la possibilità di investire cifre dell’ordine delle centinaia di milioni di euro possono permettersi di trasformarlo in realtà, e questo giustifica il risultato della survey.

 

La mia opinione è che “Industry 4.0” abbia un significato ben più vasto di quello su riportato e che il DM sia il punto di arrivo, non di partenza, dell’Industry 4.0. Basta pensare a alcuni aspetti comuni al mondo produttivo:

 

C’è il rischio che senza adeguate fondamenta il DM, con i suoi investimenti miliardari, possa ridurre significativamente una fetta di costi e tempi che oggi potrebbe non superare il 15-20% del totale. Inoltre il DM potrebbe determinare il risultato di produrre meglio, più velocemente, con maggiore qualità e a costi più bassi la cosa sbagliata nel momento sbagliato.

I maggiori vantaggi competitivi si possono ottenere incidendo sull’80% dei tempi e dei costi, integrando e automatizzando il processo di ricevimento ordini clienti, controllando in tempo reale la fattibilità tecnica se necessario, e sempre in tempo reale, creando i relativi ordini di produzione e schedulandone correttamente l’esecuzione, cosa, tra l’altro, che richiede una integrazione in tempo reale anche con terzisti e fornitori, per finire con la pianificazione delle consegne.

A questo punto si sarà realizzata una vera e propria autonomia di buona parte dei processi aziendali. La cosa più interessante è che questo può anche essere realizzato con una serie di piccoli passi, poco costosi, brevi e con rapido ritorno dell’investimento. Inoltre buona parte delle aziende è già in possesso dei mattoni necessari, in molti casi si tratta solo di riassemblarli avendo sempre chiaro l’obiettivo finale che si vuole raggiungere: l’Industry 4.0.

 

 

Luciano Fesani – SIDI Business Consultant